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La Francia svolta, Hollande presidente "Una vittoria per rilanciare la crescita"


Il leader socialista va all'Eliseo Sarkozy sconfitto esce di scena:"Rutta colpa mia, restate uniti"

«Abbiamo vinto! abbiamo vinto!». «Viva la Francia!». «Viva la Francia riunita e pacificata!» «Ora tutti alla Bastiglia!». Un’esplosione di gioia e di liberazione, la fine di un incubo: dopo 17 anni, un socialista, Francois Hollande, torna all’Eliseo. Esulta la rue Solferino, la storica sede parigina del partito, straripante di militanti, dove l’ultimo socialista a guidare la Francia, Francois Mitterrand, salutò tutti prima di lasciare il potere e morire qualche mese dopo.

Nell’incontenibile entusiasmo del popolo della gauche - che all’annuncio del risultato si è stretto in un abbraccio collettivo, sventolando bandiere francesi, rosse e con la rosa dei socialisti - c’è quel ricordo. E c’è la lunghissima attesa, quasi vent’anni di delusioni cocenti, ma anche la speranza che Francois Hollande, il presidente «normale», riesca davvero a «cambiare» la Francia e l’Europa, come ha promesso nel discorso pronunciato in serata da Tulle, il suo feudo elettorale della Correze, e ritrasmesso sui megaschermi di Parigi: «I francesi hanno scelto il cambiamento. Davanti a tutti voi, mi impegno a servire il mio Paese». E «sono fiero di essere stato capace di riaccendere la speranza», ha esultato in diretta Hollande, parlando di «sogno francese» e scatenando la festa della gauche.

Nel suo primo discorso da presidente, Hollande - che in tarda serata torna a Parigi per un bagno di folla alla Bastiglia - si è anche rivolto a tutti gli europei. «L’Europa - ha detto riferendosi alla volontà di aggiungere la dimensione della crescita al Fiscal Compact - ci guarda. Nel momento in cui il risultato è stato proclamato, sono sicuro che in tanti Paesi Ue c’è stato un sollievo, una speranza, l’idea che l’austerità non può più essere una fatalità. E' una vittoria per lanciare la crescita». E ancora: «Il 6 maggio deve essere una grande data per il nostro Paese, una nuova partenza per l’Europa, una nuova speranza per il mondo». «Provo un’immensa emozione», aveva detto poco prima la segretaria socialista, Martine Aubry. Mentre Segolene Royal, candidata sconfitta delle presidenziali 2007 ed ex compagna di Hollande, ha commentato così il trionfo dell’uomo da cui ha avuto quattro figli: «Provo un senso di grande emozione, nel vedere milioni e milioni di francesi che hanno scelto il cambiamento, dando il loro voto a Hollande. Lui non ha mai deviato dalla sua linea, e i francesi possono dargli fiducia», ha assicurato.

Dagli studi televisivi di France 2, Thomas Hollande, 27 anni, figlio di Francois e di Segolene, all’annuncio della vittoria non riesce a trattenere lacrime di gioia. «Adesso - ha avvertito da parte sua il portavoce socialista, Benoit Hamon - dobbiamo riorientare le nostre scelte economiche, dopo anni di dominazione liberal-conservatrice. Bisognerà discutere di crescita, di eurobond, dobbiamo discutere tutti insieme....». E sulla crescita ha anche insistito il presidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella (Pd), arrivato a Parigi per seguire il voto nella sede del Ps. Per lui - che ora incrocia le dita per una vittoria di Pierluigi Bersani in Italia - il risultato francese «‚ una chiara bocciatura dei cittadini alle politiche di austerità della coppia Merkel-Sarkozy». In linea con quelle del vicepremier irlandese e leader dei laburisti di Dublino, Eamon Gilmore. «Ora l’Europa deve capire che l’austerità non basta, dobbiamo accompagnarla con la crescita», ha detto in rue Solferino. «Oggi c’è un gran bel profumo», ha esultato da parte sua Aurelie Filippetti, la giovane socialista di origini italiane che ha introdotto Hollande in tutti i comizi di questa lunga campagna elettorale. Ma dopo il discorso di Hollande, in rue Solferino - a due passi dalla Senna e dal Museo d’Orsay - si smobilita: obiettivo la Bastiglia, la piazza simbolo della Rivoluzione, dove il popolo della gauche già festeggia da ore e ora, dopo 17 anni, attende il suo presidente.

Sarkozy esce di scena. Commosso e emozionato, il presidente incassa con dignità la sconfitta al secondo turno. Fino all’ultimo si è battuto con energia e carisma. La sconfitta per lui ha un sapore amaro: è il secondo presidente francese a non ottenere un secondo mandato all’Eliseo dopo Giscard d’Estaing. Ha subito annunciato che non si candiderà più alla presidenza nè alla guida dell’Ump. «Essere il presidente di Francia è stato un onore immenso - ha detto Sarkozy ai suoi fan e militanti, in lacrime, riuniti al Palais de la Mutualite, nel quartiere latino di Parigi - Ho cercato di fare del mio meglio, ho consacrato tutte le mie energie. Non sono riuscito a convincere la maggioranza dei francesi. So che la vita è fatta di successi e sconfitte. Mi assumo la responsabilità di questa sconfitta». E ancora: «Esco da questa esperienza con un amore per la Francia ancora più grande. Ringrazio i milioni di francesi che hanno votato per me». E ha concluso: «Dopo 35 anni di cariche politiche, torno ad essere uno di voi, un francese tra i francesi. Siete la Francia eterna, vi amo». Nel frattempo Sarkozy aveva già telefonato a Hollande per «augurargli buona fortuna» perché, ha spiegato, «è il presidente della Francia e deve essere rispettato».

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