Il terrore dei residenti: nulla è cambiato
di V. Costantini e M. Proto
ROMA - «Viviamo nel terrore, con il fiato sospeso, temiamo quello che potrà succedere nei prossimi giorni. Qui all’Infernetto, non è cambiato nulla dopo la tragedia». La signora Stella Grazioli trema mentre parla. Abita a pochi metri dalla casa dove viveva Saranga Perera, giovane papà cingalese, unica vittima del terribile nubifragio che mise in ginocchio la Capitale il 20 ottobre 2011. Nel quartiere dell’entroterra di Ostia, un fiume d’acqua alto oltre un metro inondò le abitazioni del circondario, sfondando il muro dello scantinato dove viveva il cuoco 31enne. La marea di fango proveniva dal vicino canale di bonifica, esondato per le forti piogge di quelle ore. L’allerta meteo diramata su Roma e dintorni sta scatenando il panico tra i residenti del litorale, preoccupati di trovarsi di fronte lo scenario di distruzione di un anno fa. Domenica mattina, 14 ottobre, i primi interventi di messa in sicurezza provvisori sul «canale killer».
Sacchetti lungo i canali (Proto)
«NON DORMITE NEI SOTTOSCALA»– Mezzi e uomini della Protezione Civile di Roma sono intervenuti in massa già dalle prime ore del mattino, per posizionare circa 20mila sacchetti di sabbia a ridosso del Canale Palocco, sull'argine più basso, quello da cui tracimò l'onda anomala. «Nessun allarme insensato - sottolinea Tommaso Profeta, Direttore del dipartimento Ambiente e Protezione Civile di Roma Capitale – solo un po’ di buon senso. Visto il disastro avvenuto in questa zona un anno fa, consigliamo solo ai cittadini di liberare i sottoscala e di non dormirci. Da giorni stiamo operando in tutta la Capitale per predisporre interventi preventivi in vista dell’emergenza maltempo». Nessun invito dunque ad evacuare le proprie case, ribatte Profeta in merito alle segnalazioni dei cittadini, che hanno ricevuto il discutibile consiglio da parte di alcuni tecnici non meglio identificati nei giorni scorsi. Le aree più a rischio nel XIII Municipio restano i quartieri dell’entroterra, da Casalpalocco a Dragona, da Casalbernocchi all’Infernetto, fino all’Idroscalo di Ostia, rione alla foce del Tevere.
Protezione civile al lavoro (Proto)
«LASCIATI SOLI» – «Qui per un anno non si è visto nessuno, ora ci saranno almeno trenta mezzi, tra Protezione Civile e dei Vigili Urbani», ironizza Franco, uno dei residenti della zona. «Di lavori di messa in sicurezza dei canali nemmeno l’ombra. – aggiunge la signora Stella – Dalla Regione Lazio ci hanno detto che non hanno i soldi, dal Comune nessuna informazione su progetti di ricalibratura dei canali. E intanto noi siamo costretti a farci le ronde notturne per controllare i livelli dell’acqua nei fossati. I miei figli piangono, hanno paura. Non vogliono rivivere l’incubo dello scorso anno». «Alta e continua l’attenzione su una problematica che interessa l’intero territorio», ha rassicurato Giacomo Vizzani, presidente del XIII Municipio, che domenica mattina ha effettuato un sopralluogo nelle aree a rischio del territorio insieme all’assessore ai lavori pubblici, Amerigo Olive.