Il marciatore azzurro non partirà per Londra perché positivo a un controllo antidoping
22:28 - Fulmine a ciel sereno per la spedizione azzurra a Londra 2012. IlConi, infatti, ha annunciato di aver escluso per doping il campione olimpico di marcia a Pechino, Alex Schwazer. "Ho sbagliato, la mia carriera è finita. Meglio non chiedermi come sto... Volevo essere più forte per questa Olimpiade", ha ammesso l'altoatesino dopo che il suo allenatore, Michele Didoni, aveva confermato: "Mi ha chiamato e mi ha detto che aveva una notizia brutta''.
"Ho fatto tutto da solo e di testa mia e dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo", ha aggiunto Alex.
Schwazer, che ha rinunciato alla 20 km solo pochi giorni fa, avrebbe dovuto disputare sabato la 50 km di marcia. La positività sarebbe stata riscontrata a un controllo effettuato dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping, il 30 luglio a Oberstdorf.
Ironicamente, sul sito dell'atleta di Vipiteno, fidanzato con la pattinatrice Carolina Kostner, si trova questa frase: "In molti mi chiedono come ci si prepara ai Giochi Olimpici: semplice, allenandosi, allenandosi, e allenandosi ancora". Proprio la Kostner si è cancellata dalla lista di gara del Grand Prix 2012, la cup of China e il Trophee Eric Bompard, probabilmente per stare vicina al suo Alex.
Intanto, il Comando generale dei Carabinieri ha già preso contatti con la presidenza del Coni per l'adozione dei provvedimenti conseguenti nei confronti di Schwazer, che è un carabiniere del gruppo sportivo dell'Arma.
DIDONI: "SENZA GIUSTIFICAZIONI"Didoni è rimasto di sasso: ''Non ho neppure voluto chiedergli perché l'ha fatto: non ci sono giustificazioni. A 28 anni si è uomini, non più ragazzi. Alex deve crescere e cambiare vita. Mi ha telefonato, continuava a ripetere puerilmente mi prendo tutte le responsabilità, senza capire che il suo gesto individuale ricadrà su tanti. La madre stava per essere ricoverata al pronto soccorso per la tensione''.
LA FIDAL: "SUL DOPING NIENTE SCONTI"
Delusa anche la Fidal. "La federazione italiana di atletica leggera ha ricevuto, a Londra, notizia della positività ad un controllo antidoping del proprio atleta Alex Schwazer, e la conseguente decisione, assunta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, di escluderlo dalla squadra olimpica - si legge in una nota - . Nel condividere pienamente la scelta operata dal Coni, la Fidal esprime profonda delusione e disappunto per l'accaduto, sottolineando al contempo la propria ferma posizione di condanna nei confronti di ogni forma di doping. La direzione intrapresa dall'atletica italiana su questo tema non è nuova, non ha mai ammesso, e mai ammetterà, deviazioni di alcun tipo".
Delusa anche la Fidal. "La federazione italiana di atletica leggera ha ricevuto, a Londra, notizia della positività ad un controllo antidoping del proprio atleta Alex Schwazer, e la conseguente decisione, assunta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, di escluderlo dalla squadra olimpica - si legge in una nota - . Nel condividere pienamente la scelta operata dal Coni, la Fidal esprime profonda delusione e disappunto per l'accaduto, sottolineando al contempo la propria ferma posizione di condanna nei confronti di ogni forma di doping. La direzione intrapresa dall'atletica italiana su questo tema non è nuova, non ha mai ammesso, e mai ammetterà, deviazioni di alcun tipo".
ARESE E PETRUCCI: "MEGLIO UNA MEDAGLIA IN MENO"
"Meglio una medaglia in meno, ma combattere questa situazione. E' un bene aver fermato Alex Schwazer prima della gara, così che la lotta al doping ne esce rafforzata. Lui ha dichiarato che ha fatto tutto da solo. Sono molto amareggiato, era una delle poche medaglie che si potevano vincere. Per vincere a Londra non aveva bisogno di doparsi. E' uno che si è sempre allenato duramente, ha sbagliato e per questo sarà punito severamente. Nello sport non si può barare. Gli auguro che si riprenda come uomo'', è l'opinione del presidente della federatletica, Franco Arese. Lo stesso pensiero del presidente del Coni, Gianni Petrucci: "La decisione è chiara, non possiamo transigere. Medaglie in meno, ma pulizia in più. E' una giornata amara, perché avevamo avuto grandi risultati, rovinata da questa brutta notizia che ci ha sconvolto. Abbiamo decretato, insieme a Pagnozzi, l'espulsione dell'atleta. Ha tolto da ogni responsabilità altre persone. Le persone pulite devono stare fuori da questa brutta vicenda".
"Meglio una medaglia in meno, ma combattere questa situazione. E' un bene aver fermato Alex Schwazer prima della gara, così che la lotta al doping ne esce rafforzata. Lui ha dichiarato che ha fatto tutto da solo. Sono molto amareggiato, era una delle poche medaglie che si potevano vincere. Per vincere a Londra non aveva bisogno di doparsi. E' uno che si è sempre allenato duramente, ha sbagliato e per questo sarà punito severamente. Nello sport non si può barare. Gli auguro che si riprenda come uomo'', è l'opinione del presidente della federatletica, Franco Arese. Lo stesso pensiero del presidente del Coni, Gianni Petrucci: "La decisione è chiara, non possiamo transigere. Medaglie in meno, ma pulizia in più. E' una giornata amara, perché avevamo avuto grandi risultati, rovinata da questa brutta notizia che ci ha sconvolto. Abbiamo decretato, insieme a Pagnozzi, l'espulsione dell'atleta. Ha tolto da ogni responsabilità altre persone. Le persone pulite devono stare fuori da questa brutta vicenda".
L'AGENTE: "DENUNCI CHI GLI HA DATO L'EPO"
"Che denunci chi gli ha dato questo prodotto, chi gli ha consigliato di prenderlo. Mi ha detto che non dirà mai come è successo, che poi mi racconterà dopo il perché", ha spiegato l'agente di Schwazer, Giulia Mancini.
"Che denunci chi gli ha dato questo prodotto, chi gli ha consigliato di prenderlo. Mi ha detto che non dirà mai come è successo, che poi mi racconterà dopo il perché", ha spiegato l'agente di Schwazer, Giulia Mancini.